Sono passati 43 anni dalla strage alla stazione centrale di Bologna. 43 anni senza verità, che i familiari delle vittime aspettano e hanno faticosamente iniziato a intravedere negli ultimi anni. Bugie, insabbiamenti, depistaggi… Il lavoro di chi voleva tenere nascosta la verità è stato incessante e, per certi versi, agevole: la secretazione dei documenti sulla strage ha favorito i silenziatori del vero; e permette, ancora oggi, che i De Angelis di turno possano mettere in dubbio la “verità” fino a oggi accertata.
Cosa sarebbe cambiato se l’Italia, quarant’anni fa, avesse avuto a disposizione una realtà come Wikileaks? È un discorso puramente ipotetico: negli anni ’80 non esistevano le conoscenze tecnologiche per permettere all’Assange di turno di allestire la struttura informatica da lui fondata nei primi anni 2000; ma è fondamentale per capire quale può essere la portata di uno strumento come Wikileaks in termini di informazione e consapevolezza dell’opinione pubblica su argomenti come questo.
Una Wikileaks degli anni ’80 avrebbe permesso, a chi ne fosse stato in possesso, di recapitare all’associazione stessa i documenti ufficiali contenenti tutte le informazioni emerse negli anni sulla strage. Wikileaks ’80 avrebbe a) garantito l’anonimato della/e fonte/i, b) sottoposto i documenti ricevuti al vaglio dei migliori giornalisti, per verificarne la veridicità e omettere le parti che avrebbero potuto mettere in pericolo l’incolumità di chiunque fosse citato nei documenti, ma non fosse necessario divulgare, c) pubblicato i documenti con i necessari omissis, rendendoli disponibili a chiunque volesse leggerli.
In estrema sintesi, Wikileaks ’80 avrebbe permesso all’opinione pubblica di conoscere, attraverso la diffusione di documenti ufficiali, la verità su quanto accaduto, anche contro la volontà di quei poteri deviati che utilizzano il segreto di Stato non per interesse pubblico, ma nell’interesse dei poteri più nascosti e deviati dello Stato, e ai familiari delle vittime di ottenere quella verità ancora oggi non pienamente disponibile, con tutto ciò che ne consegue.
Spero che questo semplice esempio possa aiutare chiunque a comprendere quanto importante sia Wikileaks (e, più in generale, una stampa libera nel vero senso della parole), quanto fastidio possa arrecare a chi usufruisce impropriamente del potere e quanto fondamentale sia, nelle cosiddette democrazie occidentali, la difesa della libertà di Assange e di realtà come Wikileaks.
